9 Marzo 2010 : Cisco “cambierà per sempre Internet”

Category : News ICT da Web

Con uno spot decisamente altisonante, Cisco Systems si prepara ad un importante annuncio tecnologico il prossimo 9 Marzo. Per l’occasione, il colosso del networking ha reso disponibile il seguente sito web, con conto alla rovescia e possibilità di registrazione.

In molti credono si prepari il lancio dell’atteso successore del CRS1, forse con la possibilità di vedere per la prima volta interfacce Ethernet a 100Gbit…

Non resta che attendere il 9 Marzo per scoprirlo.

OSPF : Design Multi-Area e Redistribution

Category : Appunti & Laboratori

Continuiamo la nostra guida ad OSPF, dopo le basi fondamentali del protocollo introdotte in questo intervento, vediamo oggi le regole guida per un design scalare multi area, le zone stub e la reditribuzione delle route.

Prima di iniziare un qualsiasi design OSPF è bene tenere a mente le seguenti linee guida consigliate da Cisco :

  • Un router non deve essere presente in più di tree aree.
  • Ogni area non deve contenere più di 50 router
  • Un router non deve avere più di 60 vicini direttamente connessi
  • Un router può essere sia Designated Router e Backup Designated Router per più di un segmento di rete.
  • Non attivare più di un processo OSPF per Area Border Router (ABR router di backbone)

Quando disegniamo un network OSPF teniamo presente che ogni area deve essere connessa all’area zero di backbone e tutto il traffico inter-area deve viaggiare attraverso essa.

Quali sono i vantaggi derivati da una corretta segmentazione in aree multiple di OSPF ?

Ecco alcuni buoni motivi :

  • Attraverso un approccio multi area e gerarchico possiamo effettuare in modo più pulito la summarization delle route
  • Creando aree multiple il flooding LSA diminuisce ed è localizzato. Per esempio i pacchetti LSA type 1 e 2 non lasceranno l’area di provenienza.
  • L’approccio layered multi area porta ad un minor ricalcolo dei protocollo Shortest Path Firft (SPF)

Area Stub e Total Stub.

In OSPF l’area 0 (zero) è la backbone area, ovvero l’area di transito che collega tutti i router di frontiera. Quando creiamo un network OSPF multi area, ogni router non backbone deve essere collegato fisicamente o logicamente all’area backbone. Tutto il traffico inter-area transiterà sul backbone (area zero), per questo ragione l’area di backbone si trova generalmente in una posizione centrale del network.

Passiamo ora agli esempi pratici di configurazione multi area. Partiamo da una configurazione di tre router interconnessi via frame relay :

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OSPF : Fondamenti e Single Area

Category : Appunti & Laboratori

OSPF (Open Shortest Path First) è un protocollo standard RFC 2328, si tratta di un protocollo “link state” di tipo IGP (Interior Routing Protocol). OSPF costruisce la propria topologia loop-free che converge velocemente in caso di failure, ma richiede molte risorse di processore e memoria in caso di ricalcolo dell’algoritmo SPF, rispetto ai protocolli distance vector.

OSPF può risultare inizialmente abbastanza complicato data la sua flessibilità in termini di design ed essendo uno standard aperto, può essere implementato da tutti i vendor del mercato e coesistere in ambienti eterogenei. In questa prima analisi, descriveremo la caratteristiche generali di OSPF e ci soffermeremo sulla configurazione single area.

OSPF è un sofisticato protocollo di routing basato sull’algoritmo di Dijkstra, lo Shortest Path First (SFP) :

“Edsger Wybe Dijkstra, formulò l’algoritmo SPF da da lui prese il nome. Questo algoritmo considera una rete come un insieme di nodi connessi da link punto-punto. Ciascun link presenta un determinato costo e ciascun nodo ha un nome univoco. Ogni nodo dispone di un database completo di tutti i link e, di conseguenza, di tutte le informazioni che riguardano la topologia fisica della rete. I database link state di tutti i router di una determinata area sono identici tra loro

STP colloca ciascun router alla base di una struttura ad albero calcolando il percorso più breve che consente di raggiungere ogni destinazione in funzione del costo cumulativo. Nell’area si esegue il flooding dei pacchetti LSA ( E’ il database topologia, ovvero il messaggio di protocollo che contiene la visione della rete a livello logico. Ogni router scambia con il proprio vicino di area i pacchetti LSA per determinare i migliori percorsi) utilizzando un algoritmo affidabile, che garantisca che tutti i router dell’area possano ricavare lo stesso database topologia. Ogni router ha un proprio punto di vista dell’area, condividendo con gli altri tutti i percorsi di rete dell’area. Quindi possiamo affermare che tutti i router di una determinata area dispongono delle stesse informazioni a livello topologia, ma ogni router ha una visione di insieme differente e ciascun router calcola il percorso considerando se stesso come il punto di partenza dell’abero logico.

Il costo (o metrica) di ogni interfaccia indica l’overhead richiesto per inviare i pacchetti da una determinata interfaccia. Il costo in OSPF è inversamente proporzionale alla larghezza di banda del link, quindi una maggiore ampiezza di banda corrisponde a un costo inferiore.”

  • OSPF è un protocollo classless e consente la summarization
  • OSPF è uno standard RFC, ed è supportato in ambienti caratterizzati da router di N vendor.
  • OSPF preserva la bandwith nello scambio dei propri messaggi
  • OSPF usa multicast per comunicare invece di broadcast
  • Inoltra messaggi incrementali basati sul cambiamento di rotte “change-based”
  • OSPF usa metrica inversamente proporzionale all’ampiezza di banda del link.

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EIGRP : Configurazione EIGRP

Category : Appunti & Laboratori

Buon 2010 a tutti i lettori, oggi proseguiamo la nostra breve guida al protocollo EIGRP, dopo aver descritto le basi fondamentali nella prima parte, vediamo ora altri comportamenti del protocollo.

Di seguito i comandi base di configurazione nella command line interface di Cisco IOS :

  • Router(config)#router eigrp (AS)

Definiamo un processo EIGRP seguito dal numero del sistema autonomo. In questa fase EIGRP non trasmette e non partecipa ancora al routing EIGRP.

  • Router(config-router)#network (rete a.b.c.d.) (wildcard mask)

In questo passaggio definiamo la network che deve essere annunciata ai router vicini e partecipare al routing. Ad esempio se volessimo far conoscere la network 10.0.0.1/24 dovremmo configurare il comando network in questo modo :

Router(config-router)#network 10.0.0.0 0.0.0.255 | la wildcard viene scritta nel modo inverso rispetto ad una subnetmask. Il router fa il match dei primi tre ottetti della network essendo /24bit, lasciando “liberi” gli ultimi 8 bit destinati alla parte host.

Ora abbiamo la possibilità di disabilitare l’auto summary che EIGRP processa di default. Il protocollo di Cisco aggrega attraverso l’auto summary, più network contigue in una singola supernet, riducendo la tabella di routing ed il “peso” dei messaggi scambiati con i vicini e la frequenza delle query, avendo una sola supernet che aggrega tutte le altre, si limitano query dovute al flapping delle network. L’auto summary può tornare utile in diverse circostanze, consentendo di risparmiare in termini di CPU, memoria e soprattutto lo spazio della tabella di routing dell’apparato.

La chiave del successo nel mondo reale con le route summarization è che sia l’amministratore a decidere dove fare summary e non il router… Tuttavia il summarization è una pratica molto delicata e che va eseguita con cautela, i danni provocati da un non corretto calcolo binario delle network in ambiente produttivo, possono essere devastanti…

Vediamo uno screen shot della tabella di routing di EIGRP con default summarization :

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