Salve a tutti oggi continuiamo la nostra serie di laboratori dedicati allo switching avanzato, analizzando la tecnologia EtherChannel, confrontando pregi e difetti delle implementazioni a livello data link e IP. Tipicamente le interfacce Ethernet interconnettono più apparati attraverso un link o più link ridondati ma bloccati da protocolli quali lo spanning tree. Con il passare del tempo le applicazioni basate sulla rete e l’informatizzazione dei servizi hanno portato alla necessità di banda sempre maggiore unitamente alla necessità di mantenere un up time dei servizi dai 5 nove… (99.999%).
La tecnologia EtherChannel sviluppata da Cisco Systems viene incontro a questo tipo di esigenze, consentendo di aumentare la banda (fino ad 8 link in aggregation) e la ridondanza. EtherChannel prevede che il link logico aggregato continui a funzionare anche in presenza di failure da parte di una o più interfacce che compongono il link aggregato. Gli switch della famiglia Catalyst di Cisco suopportano fino a 1600Mbps in FastEthernet full duplex e 16Gbps in GigaBit full duplex. EtherChannel non supporta interfacce a 10Mbps.
Cisco oltre a supportare il protocollo proprietario PAgP (Port Aggregation Control Protocol sviluppato appunto da Cisco stessa) supporta anche lo standard industriale 802.3ad LACP (Link Aggregation Control Protocol).
Vediamo le modalità di PAgP :
- Mode ON : Forza le porte in stato on per formare un EtherChannel. Tutte le porte da entrambi i lati devono utilizzare la modalità ON per far funzionare correttamente il canale.
- Mode Off : Previene il formarsi di EtherChannel sulle porte non designate.
- Mode Auto : In modalità AUTO la porta si imposta in modalità negoziazione passiva, formando un canale EtherChannel esclusivamente se riceve un pacchetto PAgP.
- Mode Desirable : La modalità Desirable setta la porta in negoziazione per formare un EtherChannel. Questa è la modalità consigliata per formare canali EtherChannel tra apparati Catalyst.
Oltre alle modalità appena descritte, sono supportate anche le modalità Silent e Non-Silent :
- Silent : Questa modalità si utilizza per interconnettere device non PAgP.
- Non-Silent : Questa modalità è consigliata tra due device PAgP perchè riporta lo stato del link STP e link unidirezionali.
Le modalità LACP (802.3ad) sono del tutto simili alle modalità PAgP, ritroviamo le modalità ON, OFF, Passive (uguale alla modalità AUTO PAgP) ed Active Mode (uguale alla Desirable di PAgP).
Linee Guida per una corretta implementazione di EtherChannel :
- Gli switch Cisco supportano fino ad un massimo di otto porte per EtherChannel. Le porte non devono essere continue e sullo stesso modulo dell’apparato. Questa è una restrizione delle vecchie generazioni di switch Catalyst.
- Tutte le porte devono essere configurate con lo stesso protocollo (PAgP o LACP).
- Tutte le porte devono operare alla stessa velocità e stessa modalità duplex. LACP in particolare pretende che tutte le porte siano in full duplex.
- Una porta non può far parte di più canali EtherChannel contemporaneamente.
- Tutte le porte in un EtherChannel devono essere configurate con la stessa VLAN in access mode oppure in trunk mode e native vlan.
- Se configuriamo un EtherChannel in modalità trunk, tutte le porte devono utilizzare lo stesso protocollo di trunking
- Un EtherChannel non potrà formarsi se una delle porte è configurata in Switched Port Analyzer (SPAN) destination port.
- Se configuriamo un EtherChannel di livello 3 (IP) l’indirizzo IP andrà configurato sull’interfaccia virtuale del canale formato e non nell’interfaccia fisica.
Aggiungo che un EtherChannel di livello 3 comporta il vantaggio che il protocollo di routing ed STP non dovrà ricalcolare la topologia in caso che una o più interfacce vadano down.
Passiamo ora alla parte pratica, vediamo come configurare un EtherChannel di livello 2, aggregando due porte in due switch.
Con i prossimi quattro semplici step possiamo configurare un EtherChannel di livello 2 :
- switch(config-if)# switchport mode (access | trunk) switchport mode access vlan : configuriamo la porta in access, trunk o associamola ad una vlan
- switch(config-if)#channel-group 1 mode (auto | desirable | on | non-silent )
- ripetiamo le operazioni per le altre porte, o utilizziamo il comando interface range per fare una sola volta le operazioni.
- switch(config-if)#channel-group 1 mode desirable
Per aggiornare la configurazione appena eseguita al livello 3, basta seguire i seguenti passaggi :
- configure terminal : modalità configurazione globale.
- switch(config)# interface range (chiamiamo le interfacce coinvolte nel channeling)
- switch(config-if)#no switchtchport (eleviamo tutte le interfacce a livello 3)
- switch(config-if)#channel-protocol (PAgp | LACP) scegliamo il protocollo di channeling
- switch(config)#interface port-channel (id interface) entriamo nelll’interfaccia virtuale del port-channel
- switch(config-if)#no switchport (eleviamo l’interfaccia da L2 a L3)
- switch(config-if)#ip address (ip | mask)
- switch(config-if)# end
- switch#show etherchannel (channel id) verifichiamo lo stato del canale.
L’implementazione a livello 2 di EtherChannel è consigliata nel livello Access della rete, mentre per i collegamenti aggregati a livello distribuzuione/aggregazione, è consigliata una configurazione a EtherChannel a livello 3 IP.
Per concludere questo intervento vi propongo un nuovo laboratorio Packet Tracer, dedicato all’EtherChannel. Il laboratorio preconfigurato è scaricabile a questo indirizzo.
Questi gli obiettivi :
- Verificare la configurazione degli apparati a livello 2
- Configurare un canale EtherChannel
Vi ricordo che dentro il file .zip è presente una guida che vi guiderà step by step nell’esercizio di laboratorio. Nei prossimi interventi tratteremo ancora argomenti di switching approfondito, analizzando ulteriori protocolli di spanning-tree, per poi passare alla teoria dei protocolli di routing con esempi pratici GNS3.

